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Indice » Novità amplificazioni Giovanetti » Amplificatori chitarra e basso




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Autore Messaggio
 Messaggio Inviato: mar dic 25, 2007 8:58 pm 
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Dopo almeno 10 anni che costruisco amplificatori e preamplificatori valvolari, sia per chitarra o basso sia HiFi, ho costruito il primo combo con un look "quasi" professionale e circuito "quasi" originale. :D

I 2 quasi sono dovuti al fatto che è un prototipo e il design è migliorabile e il circuito non è certo tutta farina del mio sacco, (ma in questo sono in ottima compagnia :lol:),
del resto è difficile inventarsi qualcosa dopo che ingegneri con i contro coglioni hanno sviscerato tutto il possibile da più di 50 anni.

Piccolo (ma non troppo) preambolo :

Per chi non mi conosce o non ha mai provato o visto uno dei miei amplificatori, (ormai ne girano una ventina e tutti per chitarra), deve sapere chè :
- Li costruisco per passione e per hobby, quindi ogni mia creazione è una cosa di cui devo andare fiero e ne devo essere pienamente soddisfatto e quindi sono fatti con cura maniacale senza stare a vedere come fare a risparmiare 2 lire come fanno tutti i grossi produttori.

- Utilizzo tecniche e componentistiche che sono assolute rarità negli amplificatori per strumento ma sono quasi la prassi per i grandi costruttori "guru" dell'alta fedeltà "esoterica" (gente che fa pagare i propri amplificatori all'incirca 500€ per Watt di potenza)

- Sono tutti pezzi unici, realizzati a mano dal sottoscritto (non ho qualche cinese che mi monta i circuiti stampati poi io li assemblo e li spaccio per made in Italy come fa qualche marchio blasonato :lol: )

- Sono tutti realizzati con la tecnica "punto punto" quandi non vedrete mai un circuito stampato nei miei amplificatori per 2 semplici motivi :
1) costruendoli per passione non ho nessun bisogno di velocizzare la costruzione e massimizzare i profitti.
2) un circuito stampato suona sempre e comunque peggio di un buon circuito montanto in "aria" per dei semplici motivi che possono comprendere tutti.
-Le piste di un circuito stampato sono composte di pochi micron di rame, io uso fili di grossa sezione prodotti per i militari in rame ofc argentato e isolati in sterling (calza di cotone plastificata).
-Il circuito stampato per la sua ingegnerizzazione deve per forza di cose avere le piste che fanno a volte tragitti sulla basetta che nulla hanno più a che vedere con il bellissimo e razionalissimo circuito elettrico inventato dal super ingegnere "guru" americano più di 60 anni fà, ma hanno molto più a che spartire con la scheda madre del vostro PC o con il film "The Labirynth" :lol:
-Le suddette piste sono per forza di cose molto ravvicinate tra di loro e questo significa capacità parassite che modificano il suono.
-Per ultimo la cosa più importante, chi ha mai visto un circuito stampato con le piste twistate? per togliere ronzii e per captare meno disturbi c'è un metodo semplicissimo, basta intrecciare certi fili all'interno del circuito, in un circuito stampato non si può fare. Quando realizzai il mio primo amplificatore a valvole e lo accessi mi chiesi cosa avevo sbagliato dato che non sentivo nessun fruscio uscire dagli altoparlanti, era tanto radicata in me l'abitudine di sentire quel fruscio che sembrava che l'amplificatore fosse spento :lol:

- Utilizzo per le saldature stagno in lega eutettica con una percentuale di argento per una migliore conduzione, utilizzando ancora lo stagno con percentuale di piombo, quello che è diventato illegale perchè inquina, però le saldature non si rompono con le vibrazioni visto che il piombo mantiene la lega leggermente più elastica ed è più facile da scaldare alla giusta temperatura di fusione.
La mia speranza è che i miei amplificatori non debbano essere smaltiti alla velocità dei componenti per PC :lol: e che fra 100 anni siano ancora li a suonare invece che ad inquinare :lol:

- Utillizzo jack femmina da pannello con contatti placcati oro, per una migliore resa e una più lunga durata dato che non ossidano.

- Utilizzo trasformatori di alimentazione e induttanze di filtro prodotti in Italia da una ditta che li fa espressamente per gli amplificatori HiFi valvolari e utilizzo i trasformatori d'uscita originali che le varie ditte (Fender Marshall ecc) vendono come pezzi di ricambio dei loro amplificatori.

- Utilizzo fin che mi è possibile le valvole originali dell'epoca d'oro dei grandi amplificatori americani o inglesi, quindi non solo le cosidette NOS New Old Stock (anche una valvola di produzione militare russa degli anni settanta per certi venditori sono NOS, salvo che che sono proprio come i mitici fucili Kalashnikov, non si inceppano mai ma a 100metri non beccano in una casa :lol: ) ma proprio le stesse identiche valvole che montavano i Fender degli anni 50-60 (RCA, Sylvania, Tung Sol, GE) o gli ampli inglesi degli anni 70 (Mullard, Brimar, Philips)

- Utilizzo sempre, salvo richieste particolari, circuiti con valvole rettificatrici, suonano meglio ma costano 1000 volte di più dei soliti 2 diodini da 10 centesimi che montano ormai quasi tutti.

- Utilizzo solo condensatori espressamente costruiti e concepiti per l'audio di marche blasonate quindi non vedrete mai nei miei circuiti i condensatori del vostro televisore made in Taiwan.
E' incredibile come i condensatori sul percorso del segnale cambino il suono, quei suoni stopposi e nasali cambiando qualche condensatore spariscono restituendo dei suoni che non avevate mai sentito.
Una volta mi è bastato cambiare un singolo condensatore in una riedizione di un Fender Bassman, togliendo il solito dischetto di ceramica da 2 lire e montando un semplice condensatore in mica argentata come era montato nell'originale del 59, per cambiare completamente la dinamica e la naturalezza del suono e dimezzando il fruscio. Il padrone non ci poteva credere che con 2€ di condensatore (che ovviamente costa 100 volte quello di ceramica) avesse avuto un miglioramento così drastico.

- Utilizzo fino che mi è possibile, resistenze ad impasto di carbone (anti induttive e quindi non modificano il segnale) Hallen Bradley (quelle che montava la Fender fino agli anni 70 e i primi Mesa Boogie) sul percorso del segnale, e le Beyslag (quelle che montava la Marshall e gli altri produttori inglesi) sui circuiti di potenza.


Per chi vuole approfondire un poco il mondo delle valvole consiglio questa facile e interessante lettura :

http://lapillola.blogspot.com/2006/11/d ... lvole.html

Un doveroso P.S. dato che spesso me lo chiedono :
Dove riesco a reperire tutti questi componenti di 30-40 e a volte 60 anni fà ?
Anche questo è un lavoro nel lavoro, bisogna seguire le aste su e-bay all'estero e girarsi tutti i mercatini di elettronica e radiantistica di mezza Italia :wink:
Solo un appassionato abbastanza malato può farlo, è molto più semplice comprarsi una bella partita di valvole cinesi da 2 soldi come fanno tutti e spargere le cosidette leggende metropolitane che le cinesi distorcono di più. Salvo che distorcono perchè costruite con criteri di qualità molto più bassi e quindi più facili da portare oltre i loro limiti fisici. Che significa una durata molto minore e una distorsione ben diversa da quella ottenibile da una valvola che va in over-drive perchè spinta a dovere dallo stadio di amplificazione precedente.
Un pò come la differenza di suono del motore che passa tra sfondare la marmitta dal proprio motorino e comprarsi un' Harley :lol:


Ultima modifica di Andrea Giovanetti su sab dic 29, 2007 4:52 pm, modificato 3 volte in totale.

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Un pò di caratteristiche :

-Potenza 18W puliti, circa 22-24 in distorsione (per essere più preciso mi ci vorrebbe un distorsimetro)
-2 Canali pulito e distorto, mie interpretazioni del pulito Fender della serie blackface ma con un gain leggermente maggiore in ingresso e un canale distorto veramente valvolare di derivazione Matchless (non c'è tosatura a diodi o aiutini con qualche transistor). Il cambio di canale è a relè comandato da pedale.
-Valvole utilizzate :
Sezione di potenza 2 x 6V6GT Sylvania di derivazione militare, le VT-107A
Sezione di pre 2 x 12AX7A RCA
Valvola di split 1 x 12AT7 RCA
Rettificatrice 1 x 5U4GB Westinghouse

L' altoparlante è un Celestion Greenback da 8ohm, proverò in futuro anche i Vintage 30 e qualche modello di Jensen, ma devo dire che sono molto soddisfatto di questo, la punta fastidiosa sui medio-alti che normalmente hanno i greenback sulle casse chiuse qui viene facilmente attenuata dalla cassa open back dando anche una maggiore spazialità al suono.

Uscita ed entrata di Send e Return su pannello posteriore.
Regolazione BIAS senza smontare il telaio.
Regolazione fine dell'HUM interna.

Suono : bhe venitelo a provare :D


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